Ciao a tutti

E’ passato un mese e mezzo dal mio arrivo a Tosamaganga in Tanzania. In questo periodo ho speso molto tempo per approfondire la conoscenza di questa nuova realtà; anche per me, africano di vecchia data è stato necessario un periodo di ambientamento. Ogni paese e ogni ospedale seguono ritmi , dinamiche e protocolli diversi. L’ ospedale di Tosamaganga è un piccolo, tipico ospedale africano di periferia, simile nelle strutture all’ospedale di Matany Uganda dove ho lavorato in precedenza per molti anni ma con meno potenzialità economica. Di frequente mancano farmaci essenziali per le cure in ospedale, mancano per periodi anche relativamente lunghi reagenti per esami di laboratorio basilari. Spesso i pazienti sono costretti a pagarsi le cure e le prestazioni intraospedaliere e/o a comprarsi le cure nelle farmacie esterne. Da circa cinquant’anni il CUAMM, Medici con L’Africa, collabora con l’ospedale. Negli ultimi sei anni, in particolare, si è impegnato nel progetto “Prima le mamme e i bambini”, nell’ottica di abbattere: la mortalità materna, garantendo parti sicuri in strutture protette attrezzate e la mortalità perinatale, molto alta, migliorando l’assistenza al neonato prima durante e dopo il parto.
Così è stato inaugurato un anno fa un piccolo reparto di neonatologia proprio per le cure tempestive del neonato problematico e dei prematuri. Il mio compito sarà di seguire e migliorare l’attività di questo reparto collaborando con il reparto di Maternità, la sala parto, la sala operatoria per i cesarei e per la rianimazione e prendere in carico i bambini con importanti problemi alla nascita. Oltre al compito operativo ancora più importante sarà quello formativo. Stiamo infatti cercando di formare due medici tanzani sulla gestione dei due reparti di pediatria e neonatologia.
Per la fine del 2018 si spera possano essere in grado di gestire autonomamente i due reparti senza la presenza di specialisti stranieri. Si stanno facendo corsi teorici e pratici sulla rianimazione e sulla gestione del neonato problematico per medici, infermieri e ostetriche dell’ospedale. È una bella sfida, difficile perché si scontra con difficoltà motivazionali, economiche e culturali. La presa in carico del neonato problematico e soprattutto il prematuro, viene spesso considerata sia dai famigliari, ma anche dal personale ospedaliero: tempo perso, perché ritengono che un bambino nato così piccolo non abbia molta vita. Infatti non hanno mai visto bambini nati “piccoli” , gli “ndogo” poter sopravvivere. Questo approccio senza speranza, riflette l’alta mortalità nei neonati sottopeso; infatti senza un’adeguata assistenza, questi bambini particolarmente fragili sono destinati a morire. Le infermiere spesso domandano: “Ma questo bambino sopravviverà?” Sono anche gli operatori ospedalieri che faticano a crederci. Nelle società in via di sviluppo il debole viene spesso abbandonato, infatti sopravvivono solo i più forti secondo una selezione naturale. Sta a noi dimostrare che si può fare molto con passione e dedizione. I primi risultati ci sono, in questo primo anno, dall’ apertura del reparto di neonatologia molti prematuri sono sopravvissuti e cresciuti abbastanza da essere dimessi in buona salute. C’è ancora molto da fare: sicuramente non basta salvarli e farli crescere durante il ricovero ospedaliero, c’è bisogno di rafforzare il sistema di follow-up , (controlli periodici), in ospedale, a casa e nel territorio. Infatti gli ultimi dati riferiti ai prematuri dimessi, ci dicono che molti di questi piccoli, muoiono nei primi due anni di vita. Sarà perciò indispensabile rafforzare la sorveglianza e l’assistenza nel territorio. Il lavoro non manca e le sfide sono tante.
Con questo spiraglio di Luce si intravede, attraverso la Nascita di Gesù, in questo Santo Natale, una Speranza ed una Luce più Grande per questi bambini, per questa gente, dove tutti e soprattutto gli ultimi sono vicini alla sua capanna e chiedono al Bambino Gesù di non perdere mai la Speranza e confidare sempre nel suo Aiuto, nella sua Bontà e nel suo Amore.
Buon Natale a tutti da estendere a tutti i vostri cari.

Dott. Lorenzo Dal Lago presidente dell’Associazione “Un Asilo per Matany.

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